Il destino della Riserva Naturale dello Stato Duna di Porto Corsini è ora nelle mani della giustizia amministrativa. Il prossimo 15 aprile, il TAR dell’Emilia-Romagna sarà chiamato a decidere sulla sospensione definitiva dei cantieri del Parco Marittimo, attualmente già fermi dal primo aprile. Al centro del ricorso, presentato da Italia Nostra sezione di Ravenna e Animal Liberation OdV, vi è la realizzazione di una passerella in legno ad alta frequenza turistica, opera che ha sollevato un acceso scontro tra l’amministrazione comunale di Ravenna e le associazioni ambientaliste.
L’impatto ambientale e il parere dei Carabinieri Forestali
Il progetto prevede una struttura larga 2,5 metri, una dimensione doppia rispetto all’attuale sentiero naturale di circa 1,2 metri. Secondo i dati tecnici contenuti nel comunicato delle associazioni, l’infrastruttura comporterebbe la distruzione permanente di oltre 500 mq di vegetazione protettissima. Già nel 2023, il reparto Carabinieri Biodiversità, ente gestore della Riserva, aveva espresso un parere esplicito contrario, evidenziando l’incompatibilità dell’opera con la tutela di un’area definita «preziosissima e unica»: si tratta infatti dell’unica duna in crescita attiva di tutta la regione e, potenzialmente, dell’intero Nord Adriatico.
Varianti e «palliativi»: il nodo della fruizione turistica
Per rispondere alle critiche sulla vulnerabilità dell’area, è stata recentemente introdotta una variante al progetto che prevede l’installazione di pali e cordini lungo il camminamento. L’obiettivo dichiarato è quello di incanalare il flusso dei bagnanti ed evitare quanto già osservato a Marina di Ravenna, ovvero il passeggio indisturbato ovunque. Tuttavia, per i sostenitori dell’«opzione zero», queste misure sono considerate semplici palliativi che non cancellano il danno strutturale inferto a una «riserva naturale» che dovrebbe vedere la natura lasciata in pace.
Lo stop ai cantieri e l’attesa del verdetto
Al momento, i lavori risultano sospesi, forse anche in virtù degli stringenti obblighi di legge che regolano le attività nelle riserve statali durante il delicato periodo primaverile. Allo stato attuale, sulla duna sono visibili soltanto i pali di sostegno già trivellati, testimonianza di un cantiere rimasto molto indietro sulla tabella di marcia. La decisione del TAR sarà determinante: i giudici dovranno valutare la sospensiva degli atti autorizzativi e la legittimità della variante, decidendo se dare priorità al completamento dei 35 km di Parco Marittimo o alla conservazione integrale di un ecosistema unico.



