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lunedì 17 Agosto 2026
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Scontro sul Piano Urbanistico Generale a Ravenna: l’opposizione vota contro e annuncia le vie legali sui dati del consumo di suolo

Il Consiglio comunale di Ravenna si spacca sul nuovo PUG (Piano Urbanistico Generale). Durante il Consiglio comunale del 14 luglio, l’adozione dello strumento urbanistico per il prossimo trentennio è passata con 21 voti a favore della maggioranza, ma ha registrato il voto contrario e unitario di tutti i gruppi di opposizione. A farsi portavoce della protesta dei gruppi di minoranza — che includono Alberto Ancarani, Filippo Donati, Pietro Maria Moretti, Gianfranco Spadoni, Veronica Verlicchi, membri della commissione consiliare CCAT (Progettazione e gestione urbanistica) — è la ferma convinzione che il piano non servirà a correggere la disastrosa politica ambientale ereditata dagli ultimi vent’anni di amministrazione di centrosinistra.

Al centro dello scontro ci sono i dati certificati dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Dopo essersi posizionata seconda in Italia nel 2023, Ravenna ha raggiunto il primato nazionale nel 2024 con ben 85 ettari cementificati, portando a quota 626 gli ettari manomessi tra il 2006 e il 2024. Una tendenza che trova riscontro anche nell’andamento economico: gli oneri di urbanizzazione incassati dal Comune sono passati da 6 milioni nel 2024 a 8,5 milioni nel 2025, segnando un incremento del 41,5%.

Il sindaco Alessandro Barattoni ha difeso in aula il provvedimento, parlando dell’apertura di una «nuova fase» pianificatoria attenta alle sfide climatiche e sociali. Una narrazione rispedita al mittente dall’opposizione, secondo cui il piano farebbe invece da collettore per 54 vecchie lottizzazioni risalenti a 10-15 anni fa, salvate grazie alle proroghe regionali. L’effetto concreto, denunciano i consiglieri di minoranza, sarà la cementificazione di altri 700 ettari di terreno vergine, a cui si sommano le ampie deroghe concesse alle attività produttive dall’articolo 53 della legge regionale, aprendo potenzialmente la strada a oltre otto milioni di metri quadrati di suolo compromesso.

I rilievi dell’ISPRA mettono in guardia sui rischi ecologici legati alla perdita di superfici naturali, fondamentali per l’assorbimento delle acque e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Di fronte a queste criticità, e alla decisione della maggioranza di procrastinare l’obiettivo del «consumo a saldo zero» addirittura al 2050, l’opposizione ha deciso di passare alle vie di fatto. Respinte le mozioni d’ordine in aula e bocciata la diffida amministrativa presentata al primo cittadino, i gruppi di minoranza hanno annunciato il ricorso alla giustizia penale, contestando la legittimità dell’iter di adozione del piano.

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