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lunedì 17 Agosto 2026
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Tassa sui sacchetti dell’umido: lo stop alla gratuità diventa un caso politico a Ravenna

La decisione di interrompere la distribuzione gratuita dei sacchetti per l’organico – indicata da Atersir e applicata da Hera e dai Comuni – sta sollevando un’ondata di polemiche nel ravennate. A dare voce al malcontento dei cittadini è Gianfranco Spadoni, consigliere comunale di Lista per Ravenna, che definisce il provvedimento un’autentica iniquità ai danni delle famiglie.

La versione di Valentina Palli: «Scelta necessaria per calmierare le bollette»

A illustrare le motivazioni dietro al cambio di rotta nella gestione dei rifiuti è stata Valentina Palli, presidente della Provincia di Ravenna, sindaca di Russi e referente in Atersir per i comuni ravennati. Palli ha spiegato che il modello di raccolta avviato nel 2021 ha portato la differenziata provinciale all’80%, ma ha anche generato costi importanti, amplificati da inflazione e periodo Covid.

L’interruzione della distribuzione gratuita, pur essendo una misura impopolare («Non fa piacere togliere un servizio»), ha l’obiettivo di stimolare il riutilizzo delle shopper compostabili della spesa e ridurre gli scarti. Soprattutto, secondo la presidente, la misura ha permesso un risparmio di circa due milioni di euro nel bacino di Ravenna e Cesena, riuscendo a contenere l’aumento della bolletta a 3 euro per utenza, evitando che schizzasse fino a 5 euro.

L’attacco di Spadoni: «Un salasso sulle spalle dei cittadini»

La tesi del contenimento dei costi non convince affatto l’opposizione. Secondo Spadoni, la fine della gratuità rappresenta un’inezia per i bilanci di colossi come Hera, ma si traduce in un ulteriore balzello per gli utenti. I cittadini sono già gravati da un forte impegno operativo nella quotidiana selezione dei materiali (organico, carta, plastica, vetro e indifferenziata).

Questo sforzo non ha portato a sgravi, bensì all’introduzione della «tariffa puntuale», descritta dal consigliere come un vero e proprio «salasso» per famiglie e imprese. La giustificazione basata sui risparmi viene liquidata da Spadoni come un tentativo di «arrampicarsi sugli specchi» per difendere una misura che equivale a «una goccia nell’oceano» rispetto al fatturato complessivo degli enti coinvolti. Il consigliere chiude il suo affondo con una stoccata ironica sulle istituzioni: l’unico effetto positivo della sortita della presidente Palli sarebbe stato quello di ricordare ai cittadini che la Provincia è ancora in vita, un’istituzione definita «afona per lunghi periodi» e da molti considerato ormai di fatto chiuso.

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