Il ridimensionamento della colonia di avicoli nella frazione litoranea riapre il confronto amministrativo sulle strategie di contenimento e sulla tracciabilità della fauna urbana.
Dopo la prolungata esposizione mediatica dei mesi scorsi, la vicenda dei pavoni di Punta Marina torna al centro delle dinamiche istituzionali di Ravenna attraverso un’iniziativa del capogruppo di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi. Con un’interrogazione a risposta immediata rivolta al sindaco e alla Giunta, l’esponente di opposizione ha riacceso i riflettori sullo stato di avanzamento del piano di gestione comunamente annunciato, segnalando una sensibile variazione numerica all’interno della colonia aviare rispetto ai rilevamenti effettuati a inizio estate.
Le prime stime a grandi linee quantificavano la popolazione tra i 115 e i 200 esemplari, ma recenti osservazioni sul campo indicano un calo demografico per ragioni ancora non accertate. Tale fluttuazione rende prioritaria la realizzazione del censimento formale programmato per settembre, momento considerato dagli ornitologi scientificamente idoneo per tracciare la reale consistenza numerica del gruppo. La rideterminazione della popolazione residente diventa un passaggio vincolante: la quota target di 50 individui che il Comune intendeva stabilizzare sul territorio potrebbe infatti richiedere un ricalcolo delle misure previste, qualora gli esemplari rimasti fossero inferiori alle attese.
Sul piano operativo, il dibattito si sposta sulla sostenibilità biologica del contenimento. Gli esperti del settore evidenziano come un contingente di 50 riproduttori mantenga un potenziale di crescita elevato, in grado di ripristinare i livelli demografici precedenti in pochi cicli nidificativi in assenza di un controllo attivo delle nascite o di regolamentazioni severe sul foraggiamento da parte della cittadinanza. Restano da chiarire sia l’eventuale coinvolgimento di guardie zoofile e associazioni specializzate per l’ispezione preventiva delle strutture di accoglienza destinate agli animali in esubero, sia l’effettiva volontà dell’amministrazione di procedere verso la creazione di un’area boschiva dedicata alle spalle del paese, opzione ritenuta da diversi osservatori inefficace per contenere l’istinto di dispersione degli avicoli.
Come sottolineato nel testo dell’interrogazione da Alvaro Ancisi: «Il contingente residuo possiede il potenziale biotico necessario per giungere nuovamente alla numerosità attuale in pochi cicli riproduttivi: occorre un censimento rigoroso e la revisione delle opzioni sul campo».



