Nel corso della programmazione 2025-2030 presentata dal sindaco di Ravenna al Consiglio comunale, uno dei temi centrali è stato quello della rigenerazione urbana. Il consigliere comunale di Lista per Ravenna, Gianfranco Spadoni, ha commentato con fermezza la proposta dell’amministrazione che punta a «una scelta chiara di non consumare nuovo suolo ma riqualificare ciò che esiste». Spadoni condivide l’urgenza del tema ma sottolinea come Ravenna, secondo i dati Ispra 2024, sia seconda in Italia per consumo di suolo, condizione che rende «troppo tardi» ogni intervento.
Consumo di suolo a Ravenna: un’emergenza nazionale
L’allarme lanciato da Spadoni riguarda l’impatto dell’espansione edilizia selvaggia soprattutto nelle aree sensibili come quelle vicine a corsi d’acqua, con conseguente aumento del rischio di inondazioni. Pur apprezzando l’impegno del sindaco di arrestare l’incremento edilizio, il consigliere annuncia una vigilanza attenta per evitare che l’obiettivo venga eluso attraverso scorciatoie o interpretazioni favorevoli agli interessi edilizi.
Grande distribuzione: serve una moratoria per fermare l’espansione
Spadoni si è inoltre soffermato sulla crescita incontrollata della grande distribuzione a Ravenna, una città che detiene il record nazionale di grandi strutture commerciali. In particolare ha segnalato il rischio che nell’area ex Cmc sorga un’ulteriore struttura destinata a servizi e commercio, «ennesima costruzione che peggiorerebbe la situazione». Il consigliere ha ribadito la necessità di una moratoria sul consumo di suolo dedicato al commercio per bloccare nuove espansioni «non più necessarie», a tutela anche degli obiettivi ambientali dichiarati dall’amministrazione.
Rigenerazione urbana e sostenibilità: l’appello di Spadoni
Spadoni evidenzia infine una contraddizione tra l’impegno di piantare centinaia di alberi e la contemporanea permissività nella concessione di nuovi permessi edilizi. Per il consigliere è indispensabile una strategia unitaria che garantisca una reale rigenerazione urbana, promuovendo il recupero del territorio senza ulteriore consumo di suolo. Solo così si potrà preservare l’ambiente, migliorare la qualità della vita dei cittadini e rispettare gli impegni per uno sviluppo sostenibile.



