Oggi, giovedì 13 novembre, prende il via al Museo Nazionale di Ravenna un ciclo di tre giornate di appuntamenti culturali che si svolgeranno fino a sabato 15. Il programma unisce letteratura, ricerca storica e musica, con l’obiettivo di rendere il museo uno spazio aperto alla cittadinanza e alla conoscenza condivisa.
L’apertura è affidata a Eraldo Baldini, che alle ore 17 presenterà il volume Ravenna e ravennati nel Medioevo. Personaggi, vicende, leggende, pubblicato dalla Società editrice Il Ponte Vecchio. Baldini, scrittore e antropologo, guiderà i partecipanti attraverso le vicende e i personaggi della Ravenna medievale, intrecciando dati storici e leggende popolari. L’incontro è gratuito per la cittadinanza, con ingresso da via Fiandrini.
Domani, venerdì 14 novembre, alle ore 17, il ciclo proseguirà con Federico E. Perozziello, autore di Storia del pensiero medico. Le origini: l’antichità e il Medioevo e L’imperatore Giustiniano e il suo mondo. L’incontro, dal titolo La Peste di Giustiniano e la medicina a Bisanzio, proporrà un’analisi storica e scientifica sull’impatto della pandemia tardoantica sulla società bizantina e sull’evoluzione della pratica medica. A introdurre l’autore sarà l’architetto Sandra Manara. La partecipazione è gratuita per gli abbonati (abbonamento annuale €10, acquistabile in biglietteria) e per le altre gratuità previste dalla legge.
La chiusura del ciclo è prevista per sabato 15 novembre con la visita speciale Il Pinolo. Storia di un piccolo grande frutto, proposta in doppio turno alle ore 15 e 16.30. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini e con l’Archivio di Stato di Ravenna, offrirà un percorso a più voci tra botanica, storia economica e patrimonio artistico, accompagnato al pianoforte da Barbara Mazzolani. La partecipazione è gratuita previa prenotazione via e-mail: paola.novara@cultura.gov.it; as-ra@cultura.gov.it. Ogni visita avrà una durata di circa un’ora e mezza.
Queste tre giornate restituiscono l’immagine di un museo come luogo vivo di conoscenza e incontro, in cui la storia diventa esperienza condivisa e la cultura si inserisce nel tessuto quotidiano della città.



