La decisione della Soprintendenza di imporre la rimozione del «Pavimento» di Nicola Montalbini a Porta Adriana continua a generare un ampio confronto istituzionale e politico. Dopo la presa di posizione di Forza Italia e l’intervento di Gianfranco Spadoni, consigliere comunale di Lista per Ravenna, anche il Parlamento è stato coinvolto nella vicenda.
L’opera, collocata sotto una delle porte storiche della città, è stata al centro di un percorso che ha visto il coinvolgimento di più livelli istituzionali. Il Consiglio comunale di Ravenna si è espresso all’unanimità per la permanenza del mosaico, recependo una petizione sostenuta da oltre 750 cittadini, commercianti e associazioni. Sindaco e assessore alla Cultura, secondo quanto riferito in Aula, hanno avviato interlocuzioni con la Soprintendenza, mentre l’artista ha manifestato disponibilità a collaborare con il Comune anche su eventuali soluzioni alternative, purché pubbliche e coerenti con il senso dell’opera.
Nel dibattito è intervenuta anche la deputata del Partito Democratico Ouidad Bakkali, che ha dedicato un intervento in Aula alla vicenda. «Quando una comunità di cittadini si innamora di un’opera d’arte e la sente propria – ha affermato – allora bisogna dialogare». Bakkali ha richiamato il principio di arte pubblica come strumento di rigenerazione degli spazi urbani e di costruzione di relazioni e identità condivise, sottolineando come la richiesta di partecipazione dei cittadini ai processi decisionali sul patrimonio culturale rappresenti «qualcosa di profondamente democratico e raro».
Nel suo intervento, la deputata ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti sulle motivazioni del provvedimento e sollecitare «un supplemento di riflessione». Ha inoltre invitato il Ministro della Cultura a visitare l’opera, affinché possa valutare direttamente «la capacità dell’arte di rianimare gli spazi pubblici e creare cittadinanza».
A livello locale, Spadoni ha espresso «stupore e amarezza» per una decisione che arriva nonostante il consenso unanime del Consiglio comunale e il sostegno diffuso della città, ribadendo la necessità che l’opera resti nel luogo per il quale è stata concepita. Forza Italia, dal canto suo, ha chiesto la sospensione degli atti di rimozione e l’apertura di un confronto pubblico, annunciando l’intenzione di coinvolgere i parlamentari del territorio.
Il caso del «Pavimento» di Montalbini si configura così come un nodo che intreccia tutela del patrimonio, autonomia delle istituzioni culturali e domanda di partecipazione civica. «Sarebbe paradossale – ha concluso Bakkali – che un’opera nata sotto una porta cittadina, divenuta soglia aperta e accogliente, finisse con una porta chiusa in faccia a un’intera comunità».



