La bellezza universale dei mosaici rompe le barriere per farsi risorsa collettiva.
L’accessibilità non è più un semplice adempimento normativo, ma un investimento strategico capace di generare crescita economica e coesione sociale. È questa la visione emersa dal seminario di approfondimento «Accessibilità e inclusione nei siti Unesco», promosso dall’Opera di Religione della Diocesi di Ravenna insieme agli enti coinvolti nella gestione dei Monumenti paleocristiani. L’incontro ha segnato una tappa fondamentale verso l’aggiornamento del Piano di gestione del Sito, lo strumento richiesto dall’Unesco per garantire la trasmissione del valore del patrimonio alle future generazioni.
Il tavolo ha visto la partecipazione del Ministro per le disabilità, Alessandra Locatelli, che ha evidenziato come la rete BILT (Bellezza, Inclusione, Lavoro, Talenti) stia già aprendo nuove frontiere: l’obiettivo è trasformare le persone con disabilità in protagoniste del settore culturale, formandole come guide turistiche all’interno dei siti storici. L’accessibilità, dunque, non riguarda solo l’abbattimento delle barriere fisiche, ma si estende all’inclusione lavorativa come occasione di costruzione di percorsi di vita.
L’integrazione tra tutela e fruizione ampliata è diventata il pilastro del nuovo Piano di gestione, adottando i principi del «design for all». Progetti già avviati dal Comune e dalla Diocesi, come strumenti tattili, video in LIS e materiali in CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa), dimostrano come la tecnologia possa rendere l’esperienza artistica realmente democratica. Il coinvolgimento del welfare locale — con eccellenze come l’Albergo del Cuore e la Spiaggia dei Valori — conferma che la cultura è una leva di benessere per l’intera comunità.

L’accessibilità diventa così il «filo rosso» che unisce la conservazione dei mosaici alla loro capacità di parlare a ogni individuo, nessuno escluso, nobilitando il ruolo di Ravenna come capitale del patrimonio mondiale.
Don Lorenzo Rossini, delegato arcivescovile per i beni culturali, ha sintetizzato con forza la missione dell’ente: «I monumenti Unesco di Ravenna saranno realmente patrimonio dell’umanità quando i valori universali del sito saranno in grado di arrivare a tutti, nessun escluso. Quando tutti, anche persone con disabilità, potranno fare esperienza dei luoghi e del messaggio culturale e di fede».



