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sabato 13 Giugno 2026
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Al via «De Portibus» a Ravenna: la sfida della riforma portuale nel «Porto d’Italia»

Dal 21 al 23 maggio, Ravenna si trasforma nel «Porto d’Italia». La città, proclamata prima Capitale italiana del Mare, ospita la prima edizione di «DEPORTIBUS – Il Festival dei porti che collegano il mondo». Più di un semplice evento celebrativo, la tre giorni si preannuncia come uno spartiacque politico ed economico: sarà infatti il primo spazio di dibattito pubblico sulla riforma del sistema portuale, fresca del via libera della Ragioneria Generale dello Stato e dell’approdo alle Camere per l’inizio dell’iter parlamentare.

L’appuntamento chiave è fissato per venerdì 22 maggio alle Artificerie Almagià, dove il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, illustrerà i caratteri della nuova legge in un confronto diretto con armatori, terminalisti e presidenti delle Autorità portuali. I porti non sono più considerati semplici banchine, ma infrastrutture strategiche per la sicurezza nazionale e la competitività del Made in Italy. A confermare la delicatezza politica della partita è la mobilitazione dei vertici dell’esecutivo: , i ministri Giorgetti (Economia), Crosetto (Difesa), Lollobrigida (Agricoltura) e Valditara (Istruzione) manderanno dei videomessaggi mirati, sottolineando la trasversalità delle nuove misure.

Il cuore del disegno di legge risiede nella creazione di “Porti d’Italia S.p.A.”, una nuova società pubblica di coordinamento centrale controllata dal Ministero. L’obiettivo dichiarato è superare l’attuale frammentazione di governance dei 58 scali principali italiani per dare al Paese una cabina di regia unica, capace di dialogare con i colossi della logistica nord-europea. Tuttavia, il testo approdato in Parlamento porta i segni di una profonda mediazione con le realtà locali: il capitale sociale della Spa è stato ridotto da 500 a 10 milioni di euro per la fase di avvio, ma soprattutto è saltato il centralismo sui canoni demaniali e sugli avanzi di amministrazione, che rimarranno nelle casse delle singole Autorità di Sistema (AdSP) per tutelare gli investimenti sui territori.

Il festival analizzerà questi nodi su due macro-binari. Da un lato «Connessioni», l’anima tecnica e geopolitica: giovedì l’analista Dario Fabbri aprirà i lavori analizzando il Mediterraneo e la dimensione underwater, ormai cruciale per cybersicurezza, logistica e approvvigionamento energetico. Si parlerà di intelligenza artificiale, digital twin e transizione ecologica con il Libro Bianco sugli «Smart Ports». Nel corso della giornata è prevista anche una visita in anteprima al cantiere del nuovo terminal crociere di Porto Corsini, hub strategico che aprirà a fine settembre. Sabato, invece, i fari saranno puntati sul legame inscindibile tra logistica e filiere industriali dell’export.

Dall’altro lato c’è «Impronte», la dimensione pop del festival. Ravenna sarà invasa da oltre 30 eventi diffusi: dai dialoghi tra scienza e ironia con l’astrofisico Luca Perri e Dario Vergassola, ai concerti del violinista Olen Cesari, fino alla Ravenna Music Race. Il gran finale andrà in scena sabato sera alla Darsena, con una coreografia di droni luminosi e fuochi d’artificio accompagnata dall’Orchestra La Corelli.

Promosso dall’Autorità di Sistema Portuale locale e organizzato da Italian Blue Growth sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, DEPORTIBUS si candida a diventare il pensatoio in cui l’Italia prova a ridisegnare la propria proiezione marittima globale.

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