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sabato 13 Giugno 2026
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Genitori accanto ai figli nei cimiteri comunali: il Consiglio di Ravenna approva la modifica al regolamento

Il Consiglio comunale di Ravenna ha approvato all’unanimità una modifica al regolamento di Polizia mortuaria che consente a un genitore di richiedere la sepoltura accanto al figlio deceduto prima di lui, a prescindere dall’età del richiedente. La delibera dà seguito a una proposta presentata il 18 dicembre scorso da Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna.

Il regolamento vigente, all’art. 78, ammetteva come unica deroga alla norma generale — che vincola l’assegnazione di un loculo alla presenza di una salma — l’affiancamento tra coniugi o conviventi, ma solo per richiedenti con almeno 60 anni di età. Il caso dei genitori che sopravvivono ai propri figli era rimasto privo di tutela. Ancisi ha proposto di colmare questa lacuna estendendo il diritto ai parenti di primo grado in linea retta ascendente, limitatamente a uno dei genitori, fatta salva la priorità del coniuge, dell’unito civilmente o del convivente di fatto del figlio premorto.

La proposta, ottenuto il parere favorevole della dirigente dei Servizi sociali, era approdata il 4 maggio in commissione per gli Affari istituzionali, dove l’assessora alle Politiche sociali Roberta Mazzoni, in rappresentanza della Giunta Barattoni, ne aveva condiviso la finalità. La commissione aveva recepito l’analisi tecnica di Azimut spa, gestore dei servizi cimiteriali, introducendo un secondo elemento qualificante: in caso di affiancamento al figlio premorto, il termine per la decadenza della concessione coincide con la sua scadenza naturale, e non con il limite ordinario di trent’anni. Nel dibattito in commissione era intervenuto, su designazione di Ancisi in qualità di esperto, il genitore a cui si deve l’iniziativa originaria. L’uomo aveva tentato invano, tra il 2017 e il 2018, di ottenere un loculo accanto a due figli scomparsi — il primo a 17 anni in un incidente stradale, la seconda a 2 anni per un incidente domestico. La sua testimonianza, secondo quanto riferito, aveva commosso i presenti. La sua richiesta non era più per sé, ma perché nessun altro genitore dovesse ripercorrere la stessa strada

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